Un milione di gratta e vinci falsi,sequestri della guardia di finanza in tutta Italia.
Ha toccato tutte le città d’Italia una vastissima operazione della Guardia di Finanza di Milano e di Trento che ha permesso di sequestrare sul territorio nazionale 1 milione di “gratta e vinci” falsi e non autorizzati.
I tagliandi riguardano oltre 30 concorsi non esistenti e – stando a quanto riportato in un comunicato stampa delle Fiamme Gialle – sarebbero ancora presenti non solo in numerosi bar e locali pubblici, ma anche in alcuni punti snai. I biglietti assomigliano a quelli delle lotterie istantanee autorizzate “Gratta e vinci” e costano 1 o 2 euro.
L’indagine è nata quasi per caso quando in un bar di Milano un uomo delle fiamme gialle si è accorto che il tagliando di una lotteria istantanea appena venduto ad una persona, non presentava il caratteristico logo ”gratta e vinci”. Da lì sono partite le perquisizioni estese nelle province di Milano, Varese, Como e Trento che hanno consentito di sgominare un giro d’affari valutato nell’ordine di alcuni milioni di euro.
Tre persone sono state denunciate per il reato di truffa aggravata e falsificazione di bollo: il titolare del bar in cui sono stati ritrovati i primi tagliandi fasulli, il titolare della ditta promotrice delle lotterie fittizie ed il distributore materiale dei blocchetti.


E’ la solita ” bufala” diffusa dalla G.di F. i così detti ” Gratta e Vinci ” falsi sequestrati altro non sono che dei lecitissimi tagliandi di concorsi a premi regolarmente comunicati al Ministero competente e non nascosti in nessun frigorifero ma addirittura ancora in corso di stampa presso una nota industria tipografica del Bresciano. Contro questo sequestro la società promotrice del concorso ha presentato ricorso in Cassazione ed è certa che, come già avvenuto altre volte, la tesi accusatoria della G. di F. di Trento, assolutamente immotivata o pretestuosamente motivata. sarà smentita. Stupisce il fatto che Ufficiali di quella che dovrebbe essere una istituzione seria come la G. di F. convochino conferenze stampa diffondendo accuse diffamatorie al solo fine di apparire in televisione. Ma per rendersi famosi in Italia non c’è già ” IL GRANDE FRATELLO” ?
Sono S. Grossi, conosco Gennaro Leone e le sue vicende da circa dieci, e ogni volta mi ritrovo a leggere di ingenti sequestri di tagliandi, e ogni volta (dopo il necessario ricorso), mi ritrovo a costatare che è stata tutta una bolla di sapone. si dice “perseveranza?”.
meglio “persecuzione”. Anche sotto il profilo fiscale le ultime sentenze hanno confermato le infondatezza delle accuse e condannato l’amministrazione a risarcire al sig. leone le spese legali sostenute. G. Luca