Qui non si scherza,si tratta della cifra di 10 miliardi di euro,un vero e proprio PIL,il fatturato che ha raggiunto nel mondo il gambling on line.
Un mercato che non soffre del momento pessimo dell’economia mondiale,anzi è in costante aumento e in crescita veloce e progressiva di un 25% annuo.
Negli Stati Uniti,per far fronte all’avanzata degli operatori del gambing on line di mezzo mondo è stato attuato un embargo:solo gli operatori americani sono legali e solo loro possono raccogliere il traffico di soldi dagli Stati uniti d’america.
Un pò quello che è accaduto negli ultimi anni in Italia è successo dunque in America,la gallina dalle uova d’oro porta tanti soldi e inmolti vogliono tenersela stretta.
Ciò non sta bene però alla Commissione Europea per il gioco d’azzardo che ha proclamato l’illegittimità del decreto legge americano e ha minacciato sanzioni da parte dell’unione Europea.
Infatti gli stati uniti non hanno bloccato in maniera totale il gioco d’azzardo ma hanno bensì ostacolato il business delle aziende europee favorendo quello delle società americane del settore.
Su queste pratiche discriminatorie si focalizzerà l’analisi dell’Unione Europea: “Gli Stati Uniti hanno il diritto di ostacolare il gambling online - ha spiegato il commissario UE Peter Mandelson - ma la discriminazione delle aziende europee di settore non può essere parte delle politiche statunitensi”.
Nei prossimi mesi la Commissione Europea si impegnerà nelle indagini e se necessario coinvolgerà la World Trade Organization. Analizzerà il comportamento delle istituzioni statunitensi, per verificare che le aziende che hanno base in paesi UE non siano state penalizzate rispetto agli operatori locali. Una penalizzazione illegittima, oltre che ingiusta, un danno e una beffa, spiegano dai vertici di RGA: i player europei del gambling online erano autorizzati ad agire sotto la tutela dei trattati internaziona